Thursday 17 May 2012 16:16:42
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News - Ambiente

Energie rinnovabili; Italia quinta nella classifica Ernst & Young

Italia Written by Sergio Andrianov
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energie-rinnovabiliROMA- Stretti dall’impasse economica ed avvolti nell’ombra di una recessione, le nazioni guardano al futuro e alla reperibilità di energia “pulita” e soprattutto a basso costo. Secondo l’ultima indagine trimestrale del “Renewable Energy Country Attractiveness Indices di Ernst & Young”, le nazioni che più guardano alla green-power sono Cina e Usa. Tuttavia l’Italia, prima fino alla fine degli anni ’90, si è guadagnata un dignitoso quinto posto.

Il centro di ricerche opera dal 2003 e rilascia, trimestralmente, una classifica dei mercaticina-rinnovabili nazionali più floridi per quanto concerne l’energia rinnovabile; valutando legislazione, incentivi, infrastrutture, situazione economica e altre variabili. Nella nuova classifica i passi più significativi sono stati fatti dalle economie emergenti ovvero: Argentina, Ungheria, Israele, Tunisia e Ucraina che per la prima volta hanno figurato nella classifica. Sono tutte economie che hanno una forte necessità di reperire una gran quantità di energia, ma non dispongono di pozzi petroliferi o di riserve di gas naturale. Ciononostante questi Paesi non sono ancora dei colossi nel settore anche se rappresentano il futuro prossimo.

eolicoCon la crisi, che colpisce soprattutto i paesi ricchi, la crescita della domanda di energia in quelli emergenti si sta rivelando il principale propulsore mondiale degli investimenti in energie pulite. Prima fra tutte è la potenza economica cinese, subito dopo vengono gli Stati Uniti, la Germania, l'India e poi, al quinto posto, l'Italia. Il Belpaese ha superato la Gran Bretagna grazie agli investimenti effettuati nell'ambito dell'energia solare per la quale il nostro Paese è addirittura quarto al mondo. L’Italia è però settima per quanto concerne l’energia prodotta dalle pale eoliche e per ovviare a questa mancanza sta sviluppando impianti di comune accordo con Algeria, Tunisia e Libia.

 


Tuesday 20 December 2011


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